Ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami ascoltami. Questo volevo per il compleanno, altro che lettore mp3. Non avresti speso soldi e mi avresti fatto contenta. Ho bisogno di questo. E di un più generale cambio di atteggiamento, ma molti dei problemi si riassumono come sopra.
Ho anche bisogno di staccare la spina per qualche giorno. Ho veramente fuso. Sono stanca e non sopporto più nulla e nessuno. Bel compleanno.
Edit: sì, ce l'ho con lui.
06 marzo 2008
20 febbraio 2008
Interno tardo pomeriggio, biblioteca. Profilo di due ragazze che studiano Idraulica. O che vorrebbero studiare Idraulica. L'inquadratura si allarga, di fronte alle due ragazze compare una coppia di fidanzatini. Che nonostante siano in biblioteca amoreggiano. Ma non come due fidanzatini normali... come due fidanzatini esibizionisti. Loro che si baciano, lui che le bacia il collo, lui che usa come cuscino il torace di lei (più o meno), loro che si sbilanciano pericolosamente sul banco... Ma soprattutto, schiocchi di baci, sospiri, chiacchiere non abbastanza sottovoce, mugolii (di lui) e simile colonna sonora. Le due ragazze (che per chi non l'avesse ancora capito siamo io e Lia) si guardano perplesse. Dettaglio delle mani di Lia che afferrano i tappi auricolari, la cinepresa li segue finché non si trovano in posizione. Primissimo piano di Lia che dice: "Li sento nonostante i tappi, non era mai successo". In intervalli sempre più brevi si vedono le due ragazze e i fidanzatini... Le ragazze cercano di ignorarli. Possono abbassare lo sguardo per non subire il video, ma non hanno protezione per l'audio. Anche un ragazzo seduto accanto ai Fidanzatini ha un'aria tra il perplesso e l'imbarazzato.
Io cercavo di studiare... non volendo essere aggressiva desideravo evitare di alzarmi per dir loro di smetterla. D'altra parte però ero molto nervosa per il disturbo prolungato. Così, siccome in medio stat virtus, ho acchiappato un post-it e ci ho scritto: "ALMENO FATE IN SILENZIO". Poi l'ho attaccato sulla parete divisoria che stava tra me e Fidanzatina. Fidanzatino e Fidanzatina leggono... Cercano una risposta adatta... Si rendono conto di non avere risposte valide (suggerimento: una possibile risposta inizia per "sc" e finisce per "usa"...) e non rispondono. Pochi secondi dopo Fidanzatino se ne va (sì, perché i suoi libri stavano da un'altra parte, lui era lì solo in gita!). Io e Lia riprendiamo a studiare, dopo brevi considerazioni sul mio gesto e i suoi effetti. Uno o due minuti dopo Fidanzatina si alza e mi fulmina con lo sguardo. Giuro che se lo sguardo fosse stato pallottola io sarei morta ieri sera. Poi Lia esce per andare in bagno, incrocia Fidanzatina sulla porta, Fidanzatina alle spalle di Lia la prende in giro e Lia vede la reazione sulla faccia di Fidanzatino. Che non è nemmeno capace di fingere indifferenza.
Fast forward su stamattina: Fidanzatina ci regala un altro sguardo d'odio non appena arrivata in biblioteca. Poi siccome non ha voglia di studiare, va a parlar male di noi a due suoi amici, seduti alle nostre spalle. Mi giro per parlare con Lia e li vedo, in tre, che ci guardano e sogghignano. Soprattutto uno dei due mi guarda fisso... Che si sia innamorato?! Quasi quasi gli mando un bacino.
Finalmente arriva anche Fidanzatino, la coppia è ricomposta e si esibisce nelle solite manifestazioni d'affetto; stavolta è seduta qualche posto più in là e l'udito non ne è disturbato.
In assenza di Lia, acchiappo il cellofono per sentire il mio amato ed esco dalla porta d'emergenza. Finita la chiamata rientro e li trovo... che appena mi vedono, sorridenti, si baciano.
Mi siedo. Li devo sopportare. Col cavolo! Mi alzo e gliene dico quattro.
Non so come ho cominciato il discorso. Immagino di aver detto qualcosa del tipo: "Dovete esibirvi ancora per molto?" o simili. Sintesi del dialogo con Fidanzatina (perché Fidanzatino non ha ancora acquisito l'uso della parola): io sostenevo che c'era un limite e lei che non stavano facendo niente; io ho ribadito (cito testualmente me stessa) che ieri stavano per accoppiarsi sul tavolo e che si sentiva lui mugolare; lei ha protestato con "non so cosa hai visto ma non è assolutamente così"; io le ho detto che era così eccome. Lei ha argomentato che anche noi a volte facciamo casino*; io ho replicato che tutti sbagliamo e che quando sbagliamo dobbiamo essere ripresi; lei ha detto "io non sono il tipo". Perché mi sembra ovvio che vai in biblioteca per studiare, non te lo lasciano fare e subisci. Mi sembra la cosa più naturale del mondo. Io protesto anche che lei non ha motivo di guardarmi male e che la deve smettere; lei risponde che non mi stava assolutamente guardando male (str()|\|#ate!), ma che semplicemente l'episodio del bigliettino li aveva fatti ridere in quanto rivolgeva loro un'accusa priva di sostanza. Ma secondo te??? Se mi accusi di qualche cosa di inesistente subisco o ti rispondo? O forse se non ti rispondo è perché hai ragione???**
In conclusione i tipi hanno un po' smesso a sufficienza di rompere e io sono fierissima di me perché non è da me trovare le @@ sufficienti per fare di queste cose. E infatti l'ho fatto in un momento in cui non c'era Lia. Però sono felice.
Un bacio.
*Secondo lei noi abbiamo fatto casino una volta che eravamo su messenger. A parte il fatto che non mi sembra di aver fatto casino quella volta, si è anche scoperto che la coppietta spiona che guardava fisso nel monitor del portatile di Lia... era la coppia dei Fidanzatini!!! Sempre loro a rompere!
**Lo so, l'ho anche scritto che io sono la prima deficiente che non riesce a rispondere alle accuse ingiuste. Ma io quando ricevo un'accusa ingiusta mi dispero, questi due mi hanno trattata da str()|\|#a. C'è una grossa differenza.
Io cercavo di studiare... non volendo essere aggressiva desideravo evitare di alzarmi per dir loro di smetterla. D'altra parte però ero molto nervosa per il disturbo prolungato. Così, siccome in medio stat virtus, ho acchiappato un post-it e ci ho scritto: "ALMENO FATE IN SILENZIO". Poi l'ho attaccato sulla parete divisoria che stava tra me e Fidanzatina. Fidanzatino e Fidanzatina leggono... Cercano una risposta adatta... Si rendono conto di non avere risposte valide (suggerimento: una possibile risposta inizia per "sc" e finisce per "usa"...) e non rispondono. Pochi secondi dopo Fidanzatino se ne va (sì, perché i suoi libri stavano da un'altra parte, lui era lì solo in gita!). Io e Lia riprendiamo a studiare, dopo brevi considerazioni sul mio gesto e i suoi effetti. Uno o due minuti dopo Fidanzatina si alza e mi fulmina con lo sguardo. Giuro che se lo sguardo fosse stato pallottola io sarei morta ieri sera. Poi Lia esce per andare in bagno, incrocia Fidanzatina sulla porta, Fidanzatina alle spalle di Lia la prende in giro e Lia vede la reazione sulla faccia di Fidanzatino. Che non è nemmeno capace di fingere indifferenza.
Fast forward su stamattina: Fidanzatina ci regala un altro sguardo d'odio non appena arrivata in biblioteca. Poi siccome non ha voglia di studiare, va a parlar male di noi a due suoi amici, seduti alle nostre spalle. Mi giro per parlare con Lia e li vedo, in tre, che ci guardano e sogghignano. Soprattutto uno dei due mi guarda fisso... Che si sia innamorato?! Quasi quasi gli mando un bacino.
Finalmente arriva anche Fidanzatino, la coppia è ricomposta e si esibisce nelle solite manifestazioni d'affetto; stavolta è seduta qualche posto più in là e l'udito non ne è disturbato.
In assenza di Lia, acchiappo il cellofono per sentire il mio amato ed esco dalla porta d'emergenza. Finita la chiamata rientro e li trovo... che appena mi vedono, sorridenti, si baciano.
Mi siedo. Li devo sopportare. Col cavolo! Mi alzo e gliene dico quattro.
Non so come ho cominciato il discorso. Immagino di aver detto qualcosa del tipo: "Dovete esibirvi ancora per molto?" o simili. Sintesi del dialogo con Fidanzatina (perché Fidanzatino non ha ancora acquisito l'uso della parola): io sostenevo che c'era un limite e lei che non stavano facendo niente; io ho ribadito (cito testualmente me stessa) che ieri stavano per accoppiarsi sul tavolo e che si sentiva lui mugolare; lei ha protestato con "non so cosa hai visto ma non è assolutamente così"; io le ho detto che era così eccome. Lei ha argomentato che anche noi a volte facciamo casino*; io ho replicato che tutti sbagliamo e che quando sbagliamo dobbiamo essere ripresi; lei ha detto "io non sono il tipo". Perché mi sembra ovvio che vai in biblioteca per studiare, non te lo lasciano fare e subisci. Mi sembra la cosa più naturale del mondo. Io protesto anche che lei non ha motivo di guardarmi male e che la deve smettere; lei risponde che non mi stava assolutamente guardando male (str()|\|#ate!), ma che semplicemente l'episodio del bigliettino li aveva fatti ridere in quanto rivolgeva loro un'accusa priva di sostanza. Ma secondo te??? Se mi accusi di qualche cosa di inesistente subisco o ti rispondo? O forse se non ti rispondo è perché hai ragione???**
In conclusione i tipi hanno un po' smesso a sufficienza di rompere e io sono fierissima di me perché non è da me trovare le @@ sufficienti per fare di queste cose. E infatti l'ho fatto in un momento in cui non c'era Lia. Però sono felice.
Un bacio.
*Secondo lei noi abbiamo fatto casino una volta che eravamo su messenger. A parte il fatto che non mi sembra di aver fatto casino quella volta, si è anche scoperto che la coppietta spiona che guardava fisso nel monitor del portatile di Lia... era la coppia dei Fidanzatini!!! Sempre loro a rompere!
**Lo so, l'ho anche scritto che io sono la prima deficiente che non riesce a rispondere alle accuse ingiuste. Ma io quando ricevo un'accusa ingiusta mi dispero, questi due mi hanno trattata da str()|\|#a. C'è una grossa differenza.
13 gennaio 2008
L'ho già detto che mi irrita terribilmente avere a che fare con la gente che non ascolta?
L'ho già detto che mio padre fa parte della categoria che ho appena nominato?
Va a finire che scrivo qui solo quando me la prendo con lui.
Stavolta non è grave, ma io me la sono presa perché sarebbe bastato ascoltare.
Preambolo necessario al racconto: il mio tenero fratellino studia a Pisa e là vive ormai da un anno e mezzo. Tranne rare motivate eccezioni, lo sentiamo al telefono tutte le sere. Ieri sera i miei genitori hanno deciso di comprarsi una webcam superultralusso affinché il fratellino, chiamandoci tramite Skype, avesse l'opportunità di ricordare tutti i giorni che faccia abbiamo noi tre. Ovviamente vogliono anche che lui faccia la medesima cosa, ma su questo fronte non hanno ancora ottenuto soddisfazione.
Stasera, la catastrofe: torno a casa e li trovo (ma và?) entrambi seduti davanti al portatile di Jamimamy che sorridono verso l'obiettivo e parlano della giornata trascorsa, mentre gli altoparlanti sputano le risposte del Grande Fratello. Manco a dirlo devo aggiungermi al quadretto, e l'angolo dove sta il portatile non è nemmeno spazioso. In una specie di gioco del Quindici mi trovo seduta accanto a mia madre. Mio padre si affaccia in cucina e recupera il suo ultimo prodigio culinario con l'intenzione di mostrarlo a mio fratello (manovra che ritengo immotivata... voleva forse fargli invidia?).
Senza indossare gli occhiali, stando in piedi, distante dal monitor e credo con le orecchie del tutto spente, avvicina il piatto da portata alla tastiera. Lo tiene troppo in basso, e non entra nell'inquadratura. Inoltre lo inclina rischiando di rovesciarne la parte liquida sul computer della genitrix - che non glielo perdonerebbe mai! Io, con occhi più sani dei suoi, vicina al monitor e al piatto pericoloso, vedo: a- che il piatto non entra nell'inquadratura, e b- che sta per verificarsi una catastrofe nucleare e intervengo per evitare il disastro.
Sollevo il bordo del piatto e contemporaneamente inizio a dire a Jamipapy, a volume piuttosto sostenuto (il che per me è pure insolito, ma nelle emergenze non si può andare tanto per il sottile), quali sono i motivi per cui lo sto facendo.
"Non entri nell'inquadratura e stai per rovesciare il liquido sulla tastiera!!!"
"Lasciami tenere il piatto come dico io che sennò non si vede nell'inquadratura!"
Ora... io sono vicina e tu lontano, io vedo bene e tu no e non hai nemmeno gli occhiali... Io ti parlo e tu non ascolti!!! A che serve lanciare l'allarme se viene ignorato?
...e fu così che il portatile di Jamimamy si salvò... le vittime che si sacrificarono per questo risultato furono un jeans e una coperta in pile. Per la gioia del mago Dixan.
Per la cronaca, Grande Fratello testimoniò poi che col piatto nella posizione in cui lo teneva Jamipapy non si vedeva assolutamente niente.
Bacio
L'ho già detto che mio padre fa parte della categoria che ho appena nominato?
Va a finire che scrivo qui solo quando me la prendo con lui.
Stavolta non è grave, ma io me la sono presa perché sarebbe bastato ascoltare.
Preambolo necessario al racconto: il mio tenero fratellino studia a Pisa e là vive ormai da un anno e mezzo. Tranne rare motivate eccezioni, lo sentiamo al telefono tutte le sere. Ieri sera i miei genitori hanno deciso di comprarsi una webcam superultralusso affinché il fratellino, chiamandoci tramite Skype, avesse l'opportunità di ricordare tutti i giorni che faccia abbiamo noi tre. Ovviamente vogliono anche che lui faccia la medesima cosa, ma su questo fronte non hanno ancora ottenuto soddisfazione.
Stasera, la catastrofe: torno a casa e li trovo (ma và?) entrambi seduti davanti al portatile di Jamimamy che sorridono verso l'obiettivo e parlano della giornata trascorsa, mentre gli altoparlanti sputano le risposte del Grande Fratello. Manco a dirlo devo aggiungermi al quadretto, e l'angolo dove sta il portatile non è nemmeno spazioso. In una specie di gioco del Quindici mi trovo seduta accanto a mia madre. Mio padre si affaccia in cucina e recupera il suo ultimo prodigio culinario con l'intenzione di mostrarlo a mio fratello (manovra che ritengo immotivata... voleva forse fargli invidia?).
Senza indossare gli occhiali, stando in piedi, distante dal monitor e credo con le orecchie del tutto spente, avvicina il piatto da portata alla tastiera. Lo tiene troppo in basso, e non entra nell'inquadratura. Inoltre lo inclina rischiando di rovesciarne la parte liquida sul computer della genitrix - che non glielo perdonerebbe mai! Io, con occhi più sani dei suoi, vicina al monitor e al piatto pericoloso, vedo: a- che il piatto non entra nell'inquadratura, e b- che sta per verificarsi una catastrofe nucleare e intervengo per evitare il disastro.
Sollevo il bordo del piatto e contemporaneamente inizio a dire a Jamipapy, a volume piuttosto sostenuto (il che per me è pure insolito, ma nelle emergenze non si può andare tanto per il sottile), quali sono i motivi per cui lo sto facendo.
"Non entri nell'inquadratura e stai per rovesciare il liquido sulla tastiera!!!"
"Lasciami tenere il piatto come dico io che sennò non si vede nell'inquadratura!"
Ora... io sono vicina e tu lontano, io vedo bene e tu no e non hai nemmeno gli occhiali... Io ti parlo e tu non ascolti!!! A che serve lanciare l'allarme se viene ignorato?
...e fu così che il portatile di Jamimamy si salvò... le vittime che si sacrificarono per questo risultato furono un jeans e una coperta in pile. Per la gioia del mago Dixan.
Per la cronaca, Grande Fratello testimoniò poi che col piatto nella posizione in cui lo teneva Jamipapy non si vedeva assolutamente niente.
Bacio
20 ottobre 2007
In questo periodo mi trovo a discutere con me stessa sul tema della tolleranza. Perché ho passato anni della mia vita ad autoeducarmi alla tolleranza, in tutti i sensi. Non ho mai avuto problemi a parlare con persone di religione diversa dalla mia, ho amici di tante religioni diverse dalla mia. E solitamente se tu esprimi un'opinione che non coincide con la mia non cambia la mia stima nei tuoi confronti, non me la prendo, non cerco di convincerti. Magari ne possiamo parlare un po', ma non tento di importi la mia idea.
Balle. Tutta teoria. Arriva sempre la volta in cui me la prendo. Ieri per il referendum sulla fecondazione assistita, oggi per l'omosessualità. Me ne sono resa conto quando ho avuto difficoltà a parlare. Non è da me alzare la voce fin quasi a perderla, non è da me. E' incredibile come io riesca a mantenere la calma su argomenti che pure dovrebbero fare grandemente parte di me, e invece mi sgoli tanto (è il caso di dirlo) per altre cose.
Il discorso con Adele sull'omosessualità... Ecco, io sono intollerante verso chi non è tollerante. Quello è forse l'unico campo in cui sono fondamentalista. Ma allora sono intollerante anch'io.
E' grave.
Balle. Tutta teoria. Arriva sempre la volta in cui me la prendo. Ieri per il referendum sulla fecondazione assistita, oggi per l'omosessualità. Me ne sono resa conto quando ho avuto difficoltà a parlare. Non è da me alzare la voce fin quasi a perderla, non è da me. E' incredibile come io riesca a mantenere la calma su argomenti che pure dovrebbero fare grandemente parte di me, e invece mi sgoli tanto (è il caso di dirlo) per altre cose.
Il discorso con Adele sull'omosessualità... Ecco, io sono intollerante verso chi non è tollerante. Quello è forse l'unico campo in cui sono fondamentalista. Ma allora sono intollerante anch'io.
E' grave.
15 settembre 2007
Perché quando le persone normali stanno sveglie io sbadiglio e quando gli altri dormono io penso? Cos'ho che non funziona? Stanotte va così... Fa caldo, ho sete, la cena è stata pesante... Tutte scuse. Ho letto un romanzo da cima a fondo cercando il sonno. Stanotte la mia testa non accenna ad entrare in stand-by. E nello spazio vuoto tra i miei neuroni, che come sappiamo è abbondantissimo, risuona la voce di Louis Armstrong che duetta con Ella Fitzgerald...
Stars shining bright above you
Night breezes seem to whisper "i love you"
Birds singin’ in the sycamore trees
Dream a little dream of me
Say nighty-night and kiss me
Just hold me tight and tell me you’ll miss me
While I’m alone and blue as can be
Dream a little dream of me
Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I’m longin’ to linger till dawn dear
Just saying this
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Stars shining up above you
Night breezes seem to whisper "i love you"
Birds singin’ in the sycamore trees
Dream a little dream of me
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Yes, dream a little dream of me.
Night breezes seem to whisper "i love you"
Birds singin’ in the sycamore trees
Dream a little dream of me
Say nighty-night and kiss me
Just hold me tight and tell me you’ll miss me
While I’m alone and blue as can be
Dream a little dream of me
Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I’m longin’ to linger till dawn dear
Just saying this
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Stars shining up above you
Night breezes seem to whisper "i love you"
Birds singin’ in the sycamore trees
Dream a little dream of me
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Yes, dream a little dream of me.
Direi che non è l'ora adatta. Magari mi facesse da ninnananna... No, accompagna semplicemente il mio delirio notturno. Morfeo stanotte non mi abbraccerà, arriverà col sole e dopo un'ora al massimo una dolce voce mi dirà che ho dormito fin troppo ed è ora di vivere la giornata.
Il mio bioritmo si è decisamente spostato di parecchi fusi orari... E dire che i miei viaggi non mi hanno mai portata fuori dal +2.
Da qualche parte, qua, vicino al mio cuore, sento il respiro di qualcuno che dorme... Gli do un bacio sulla guancia, poi mi giro dall'altra parte e aspetto l'aurora.
Il mio bioritmo si è decisamente spostato di parecchi fusi orari... E dire che i miei viaggi non mi hanno mai portata fuori dal +2.
Da qualche parte, qua, vicino al mio cuore, sento il respiro di qualcuno che dorme... Gli do un bacio sulla guancia, poi mi giro dall'altra parte e aspetto l'aurora.
13 settembre 2007
Oggi sono tornata in facoltà, dove non entravo da luglio. Hanno segato via il primo albero di via Marengo... Un vuoto che si nota molto, ora si può camminare agevolmente sul marciapiede. I pavimenti sono zozzi come li avevo lasciati. La biblioteca ha la connessione wireless ed ora è sempre piena di gente che non credo ci vada per studiare ;) . La sala lettura è superclimatizzata come l'avevo lasciata. I docenti e i tutori che ho incrociato sono uguali a com'erano a luglio, nel bene e nel male :) . Ho un voto in più sul libretto e un «Complimenti per la media!» da parte del docente. I colleghi sono gli stessi di prima, tranne un particolare...
Alessandra mi parla.
Commenti e analisi più approfondite arriveranno quando avrò una conoscenza più approfondita della situazione :) . Intanto è una novità.
Mi sto interessando sempre più alla nail art. Non che ne voglia fare una professione, ma mi diverte molto giocare con smalti e pietrine colorate. E sto anche scaricando immagini di lavori di professioniste per trarre ispirazione... Ce ne sono tante che mi divertono.
Un bacio.
Alessandra mi parla.
Commenti e analisi più approfondite arriveranno quando avrò una conoscenza più approfondita della situazione :) . Intanto è una novità.
Mi sto interessando sempre più alla nail art. Non che ne voglia fare una professione, ma mi diverte molto giocare con smalti e pietrine colorate. E sto anche scaricando immagini di lavori di professioniste per trarre ispirazione... Ce ne sono tante che mi divertono.
Un bacio.
23 agosto 2007
Dunque dunque: non scrivo da tanto tanto.
Aggiornamento felice: anche quest'anno sono stata in campeggio col mio amore. Ci siamo divertiti. Io ho fatto la pallina da flipper andando a sbattere da tutte le parti per tutte le due settimane. Lui si è fatto mordere da un pesce malvagio. Abbiamo fatto la lotta contro le formiche, abbiamo preso sole, abbiamo nuotato, camminato e riso. Abbiamo sentito la musica e le urla dei vicini, mangiato gustosissime schifezze, dormito fino a tardi (il che per me è una novità), giocato a carte. Ci siamo abbronzati e siamo un po' ingrassati (per forza, mangiando quelle robacce grassissime buonissime...). Una signora in un negozio mi ha salutata con un "Buona permanenza in Sardegna!" e ho passato giorni a vantarmi del mio presunto non-accento. Mi sono scorticata una gamba facendo come Barrichello nelle imitazioni di Oriano Ferrari (chi non lo conoscesse cerchi un po' su Google)... "Lo so io come si monta il tavolino, lo monto io il tavolino..." Truc! Caduta, ferita lacero-contusa il primo giorno di vacanza sotto il ginocchio destro, che ancora stenta a guarire. Ma chi se ne frega! Sono felice e rilassata.
Dettaglio insignificante: non mi ricordo più come sia fatto un libro.
Un bacio
Aggiornamento felice: anche quest'anno sono stata in campeggio col mio amore. Ci siamo divertiti. Io ho fatto la pallina da flipper andando a sbattere da tutte le parti per tutte le due settimane. Lui si è fatto mordere da un pesce malvagio. Abbiamo fatto la lotta contro le formiche, abbiamo preso sole, abbiamo nuotato, camminato e riso. Abbiamo sentito la musica e le urla dei vicini, mangiato gustosissime schifezze, dormito fino a tardi (il che per me è una novità), giocato a carte. Ci siamo abbronzati e siamo un po' ingrassati (per forza, mangiando quelle robacce grassissime buonissime...). Una signora in un negozio mi ha salutata con un "Buona permanenza in Sardegna!" e ho passato giorni a vantarmi del mio presunto non-accento. Mi sono scorticata una gamba facendo come Barrichello nelle imitazioni di Oriano Ferrari (chi non lo conoscesse cerchi un po' su Google)... "Lo so io come si monta il tavolino, lo monto io il tavolino..." Truc! Caduta, ferita lacero-contusa il primo giorno di vacanza sotto il ginocchio destro, che ancora stenta a guarire. Ma chi se ne frega! Sono felice e rilassata.
Dettaglio insignificante: non mi ricordo più come sia fatto un libro.
Un bacio
15 giugno 2007
26 maggio 2007
Discorso avuto con Annalisa che mi sembra giusto riportare qui, perché riassume la serie di cose che non sopportavo in Alessandra. Anche se è solo un riassunto, ergo abbastanza incompleto, dà comunque l'idea.
Escludendo le volte in cui me la prendo solo dopo ore, ripensando a un episodio e accorgendomi di cose che non vanno per niente bene (di solito parto giustificando gli altri), spessissimo mi capita di tralasciare questioni per evitare conflitti. Aggiungi che quando io parlo e qualcuno mi interrompe io non riesco ad impormi e a interrompere a mia volta. Così spesso perdo il filo, e se anche non lo perdo non riesco a dire quel che ho da dire, e la cosa mi fa imbestialire. Solitamente sopporto le interruzioni, ma Alessandra ha il vizio di interrompere a livelli devastanti. E in tre anni non sai quante volte le ho detto di smetterla o almeno di controllarsi (in fondo da piccole ci hanno insegnato che è maleducazione) e tutte le volte è stato come parlare al muro. Sono arrivata al punto di non iniziare nemmeno le discussioni perché sapevo da prima che non avrei potuto dire quello che volevo. L'episodio esemplare è stato la settimana prima della rottura definitiva: mi ha chiesto cosa ne pensassi di una certa cosa. Ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho detto: «Aspetta, mi sto perdendo: io ti volevo dire una cosa riguardo questo argomento.» «E allora dilla!!!». Ma come??? E questo era uno dei problemi.
Un altro è che lei è insopportabilmente bugiarda. Per limitarmi solo al terzo anno, una delle più gravi è stata quando ha detto agli altri del gruppo di politiche urbane che noi non saremmo andate all'incontro perché dovevamo fare composizione, e a me che l'incontro era stato annullato. Ho scoperto per caso la bugia, le ho chiesto che storia era e lei ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e aveva proposto l'assenza mia e sua. Ho chiesto conferma a Stefano, lui mi ha detto che non era vero e quando l'ho detto a lei, lei mi ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e lei gli aveva detto che ero stanca per colpa dei due laboratori e che per questo l'indomani non saremmo andate all'incontro di politiche urbane. Ora: a me le bugie fanno arrabbiare moltissimo, figurati se me le dici di continuo e in maniera tale da screditarmi (senza mia colpa) agli occhi dei colleghi! E questo era un altro dei problemi.
Un altro è il suo atteggiamento di superiorità nei miei confronti. Il faticosissimo 3D fatto tutto da me mentre lei guardava il soffitto o tutt'al più mi diceva che quello lo voleva fatto in un altro modo. Le tavole fatte per la maggior parte da me perché lei non sa nemmeno impostare la scala di stampa (al terzo anno!). Nella tavola degli schizzi ha inventato motivazioni perché si inserissero solo gli schizzi suoi e non i miei. Così sarebbe sembrato che aveva lavorato solo lei, cioè il contrario della realtà. Peraltro i suoi "schizzi" erano molto più belli dei miei, perché i suoi erano foto ricalcate che spacciava come "schizzi" e "studi di alberi". Tutto il semestre a dire che il progetto l'aveva pensato lei e solo dopo aveva trovato una cosa simile da usare come riferimento: peccato che lo volesse per forza che diminuiva di altezza alle estremità (come l'altro), che volesse per forza il laghetto (come nell'altro), che nei suoi "schizzi" ci fossero i lucernari semisferici (come nell'altro)... eccetera. Ci mettevamo d'accordo su cosa dire a correzione e lei diceva altro. Le mie idee erano nostre, le sue erano sue. Eccetera.
Quando è andata a dire a Filippo, davanti a me, che lei era quella che lavorava e io quella che non lavorava; quando ha detto che la tavola era sua perché l'aveva fatta lei; quando ho scritto una frase e me ne sono dichiarata orgogliosa e lei ha detto che l'aveva detta prima lei; quando, quando, quando, ha oltrepassato il limite.
Escludendo le volte in cui me la prendo solo dopo ore, ripensando a un episodio e accorgendomi di cose che non vanno per niente bene (di solito parto giustificando gli altri), spessissimo mi capita di tralasciare questioni per evitare conflitti. Aggiungi che quando io parlo e qualcuno mi interrompe io non riesco ad impormi e a interrompere a mia volta. Così spesso perdo il filo, e se anche non lo perdo non riesco a dire quel che ho da dire, e la cosa mi fa imbestialire. Solitamente sopporto le interruzioni, ma Alessandra ha il vizio di interrompere a livelli devastanti. E in tre anni non sai quante volte le ho detto di smetterla o almeno di controllarsi (in fondo da piccole ci hanno insegnato che è maleducazione) e tutte le volte è stato come parlare al muro. Sono arrivata al punto di non iniziare nemmeno le discussioni perché sapevo da prima che non avrei potuto dire quello che volevo. L'episodio esemplare è stato la settimana prima della rottura definitiva: mi ha chiesto cosa ne pensassi di una certa cosa. Ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho detto: «Aspetta, mi sto perdendo: io ti volevo dire una cosa riguardo questo argomento.» «E allora dilla!!!». Ma come??? E questo era uno dei problemi.
Un altro è che lei è insopportabilmente bugiarda. Per limitarmi solo al terzo anno, una delle più gravi è stata quando ha detto agli altri del gruppo di politiche urbane che noi non saremmo andate all'incontro perché dovevamo fare composizione, e a me che l'incontro era stato annullato. Ho scoperto per caso la bugia, le ho chiesto che storia era e lei ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e aveva proposto l'assenza mia e sua. Ho chiesto conferma a Stefano, lui mi ha detto che non era vero e quando l'ho detto a lei, lei mi ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e lei gli aveva detto che ero stanca per colpa dei due laboratori e che per questo l'indomani non saremmo andate all'incontro di politiche urbane. Ora: a me le bugie fanno arrabbiare moltissimo, figurati se me le dici di continuo e in maniera tale da screditarmi (senza mia colpa) agli occhi dei colleghi! E questo era un altro dei problemi.
Un altro è il suo atteggiamento di superiorità nei miei confronti. Il faticosissimo 3D fatto tutto da me mentre lei guardava il soffitto o tutt'al più mi diceva che quello lo voleva fatto in un altro modo. Le tavole fatte per la maggior parte da me perché lei non sa nemmeno impostare la scala di stampa (al terzo anno!). Nella tavola degli schizzi ha inventato motivazioni perché si inserissero solo gli schizzi suoi e non i miei. Così sarebbe sembrato che aveva lavorato solo lei, cioè il contrario della realtà. Peraltro i suoi "schizzi" erano molto più belli dei miei, perché i suoi erano foto ricalcate che spacciava come "schizzi" e "studi di alberi". Tutto il semestre a dire che il progetto l'aveva pensato lei e solo dopo aveva trovato una cosa simile da usare come riferimento: peccato che lo volesse per forza che diminuiva di altezza alle estremità (come l'altro), che volesse per forza il laghetto (come nell'altro), che nei suoi "schizzi" ci fossero i lucernari semisferici (come nell'altro)... eccetera. Ci mettevamo d'accordo su cosa dire a correzione e lei diceva altro. Le mie idee erano nostre, le sue erano sue. Eccetera.
Quando è andata a dire a Filippo, davanti a me, che lei era quella che lavorava e io quella che non lavorava; quando ha detto che la tavola era sua perché l'aveva fatta lei; quando ho scritto una frase e me ne sono dichiarata orgogliosa e lei ha detto che l'aveva detta prima lei; quando, quando, quando, ha oltrepassato il limite.
02 maggio 2007
Dimenticavo... Oggi il tutore di architettura tecnica 3, che ha progettato le nostre nuove aule (quella scatola bianca sopra viale Merello, insomma) ci ha mostrato alcune tavole del progetto esecutivo delle stesse. Dall'inizio del semestre non facciamo che lamentarci di quella vetrata alle spalle, che:
Sono state tagliate per questioni di carenza di fondi.
Perché mi sembra ovvio che dovendo rinunciare a qualcosa, cosa sceglierò? Il rivestimento in pietra che fa (quasi) soltanto scena o le tende che rendono l'aula fruibile? Mmmmh... Lasciamici pensare...
In ogni caso... Mi ha fatto troppa tenerezza. Quell'omone grande e grosso che si giustificava con noi. Che tenero.
Un bacio
- se il docente proietta, illumina troppo impedendoti di vedere il proiettato;
- se usi il portatile fa riflesso e non ti fa vedere il display;
- se scrivi ti fa proiettare le tua stessa ombra sul foglio.
Sono state tagliate per questioni di carenza di fondi.
Perché mi sembra ovvio che dovendo rinunciare a qualcosa, cosa sceglierò? Il rivestimento in pietra che fa (quasi) soltanto scena o le tende che rendono l'aula fruibile? Mmmmh... Lasciamici pensare...
In ogni caso... Mi ha fatto troppa tenerezza. Quell'omone grande e grosso che si giustificava con noi. Che tenero.
Un bacio
Pensierino: Alessandra ha sempre commentato che in confronto a mio padre McGyver non è nessuno. Vero. Ed è solitamente un vantaggio. Ho scoperto che può essere svantaggioso quando decide di risolvere i problemi dell'impianto idraulico di casa mentre io mi sto lavando i capelli. Ma non mi azzarderei mai a lamentarmi, perché potrebbe andarmi molto peggio. Ad esempio potrei non avere acqua a disposizione.
Un bacio.
Un bacio.
28 aprile 2007
23 aprile 2007
L'avvenimento più rilevante del giorno è una cosa triste: il peso dello zaino con il computer mi ha spezzato il gancetto della bretellina di un reggiseno. Mi dispiace moltissimo, perché è uno dei miei preferiti, e non so se si può riparare.
Se questo non fosse successo, oggi il mio post sarebbe stato così:
«Alessandra, ho intenzione di proseguire il laboratorio da sola.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:] Perché?»
«Perché il tuo concetto di "gruppo" è incompatibile col mio.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:]
E sono felice! "Libera e felice... Come una pernice!"
Oggi è il mio personale Giorno della Liberazione, mica dopodomani!
Mi sono liberata di una persona che è bugiarda in tutti i modi in cui si può essere bugiardi: infatti dice le bugie in maniera compulsiva, senza neanche accorgersene, probabilmente per un infantile desiderio di risultare interessante o piacere agli altri; dice le bugie per salvarsi dalle situazioni critiche, come fa il 99% degli esseri umani; ma soprattutto dice le bugie in maniera cattiva, per sfruttare le persone, metterle le une contro le altre, attribuirsi meriti che non ha, alle spalle delle persone che sfrutta. E nel dire bugie è professionista: se tu le dici "quello che mi hai detto non è vero" lei ti interrompe dicendoti "sì" e poi modifica il racconto precedente, ma di poco. Potrebbe guadagnarsi da vivere insegnando a mentire. Mi sono liberata di una persona da cui mi lasciavo sfruttare. Perché è vero che non è tutta colpa sua: una persona con un altro carattere l'avrebbe mandata a quel paese molto prima.
La trattazione dei singoli episodi è rimandata a data da destinarsi.
Un bacio.
Se questo non fosse successo, oggi il mio post sarebbe stato così:
«Alessandra, ho intenzione di proseguire il laboratorio da sola.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:] Perché?»
«Perché il tuo concetto di "gruppo" è incompatibile col mio.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:]
- Il tuo comportamento è molto scorretto;
- me lo dici così d'improvviso ma sicuramente l'hai pensato da molto (vedi punto 1) e quando c'è un problema bisogna parlarne, mica arrivare così d'improvviso alla rottura;
- a me sono arrivati dei messaggi che non mi dovevano arrivare, eppure sono stata zitta e ho pensato che era un rapporto di lavoro e il lavoro andava portato a termine;
- tu dovrai rifare daccapo il laboratorio perché... [e non ebbe il coraggio di finire la frase]»
- Magari se pensi al comportamento che hai avuto tu da ottobre a oggi riesci a spiegarti il mio, e l'unico dubbio che può rimanerti è come mai io abbia avuto tanta pazienza e come mai la mia reazione sia stata tanto blanda [ <- questo è il concetto: in realtà le ho detto solo "pensala come vuoi, io non la vedo così"];
- è vero! [E te lo meriti (vedi punto 1)! E quando mai avrei potuto parlartene? Anche quando ho cercato di parlarti non hai ascoltato, come non hai ascoltato poco fa quando ti ho dato la motivazione: era espressa in quel modo apposta per spingerti a farmi domande e chiarire quali punti del tuo carattere mi sono risultati insopportabili, così che in futuro tu possa imparare a costruire rapporti sani; ma per l'ennesima volta non hai ascoltato e hai perso un'occasione, e allora rimani quella che sei!];
- io faccio sempre un'estrema attenzione ai messaggi che mando e li ricontrollo sempre dalla cartella dei messaggi inviati, quindi so con assoluta certezza che non ti ho mandato messaggi in cui ti criticavo e che intendevo spedire ad altri; ergo o sei bugiarda perché hai inventato questa storia, o sei bugiarda e nontidicocosa perché mi hai frugato il telefonino e hai letto i miei messaggi inviati; per una cosa così prenderei a schiaffi per giorni un bambino di sei anni, figurati cosa ti meriteresti tu! Cresci!!! [ <- naturalmente non gliel'ho detto perché se per caso mi ascoltasse rischierei di farle un favore, e poi vogliamo discutere del tuo concetto di "rapporto di lavoro" dopo che sei andata ad abbracciarmi davanti a mia madre dicendo "signora, io a sua figlia tengo moltissimo!!!"?];
- ...perché?»
E sono felice! "Libera e felice... Come una pernice!"
Oggi è il mio personale Giorno della Liberazione, mica dopodomani!
Mi sono liberata di una persona che è bugiarda in tutti i modi in cui si può essere bugiardi: infatti dice le bugie in maniera compulsiva, senza neanche accorgersene, probabilmente per un infantile desiderio di risultare interessante o piacere agli altri; dice le bugie per salvarsi dalle situazioni critiche, come fa il 99% degli esseri umani; ma soprattutto dice le bugie in maniera cattiva, per sfruttare le persone, metterle le une contro le altre, attribuirsi meriti che non ha, alle spalle delle persone che sfrutta. E nel dire bugie è professionista: se tu le dici "quello che mi hai detto non è vero" lei ti interrompe dicendoti "sì" e poi modifica il racconto precedente, ma di poco. Potrebbe guadagnarsi da vivere insegnando a mentire. Mi sono liberata di una persona da cui mi lasciavo sfruttare. Perché è vero che non è tutta colpa sua: una persona con un altro carattere l'avrebbe mandata a quel paese molto prima.
La trattazione dei singoli episodi è rimandata a data da destinarsi.
Un bacio.
01 aprile 2007
Ho vintooo!!! Avevo ragione! La pubblicità della Daihatsu Terios è in parte girata a Cagliari!!! :D Grazie Eli per il link! Un bacio.



18 marzo 2007
Il concetto di "giornata iniziata male" mi è sempre stato familiare. Oggi però un po' di più. Nell'ordine: odio essere svegliata in maniera traumatica, odio essere svegliata quando ho ancora sonno, odio che si programmi il mio tempo a mia insaputa/si prendano impegni a nome mio senza consultarmi. Odio un certo tipo di scherzi/battute, soprattutto quando sono già di cattivo umore per i motivi appena citati. Odio essere interrotta quando parlo e odio che a una domanda innocente mi si risponda come se avessi rivolto un'accusa di terrorismo internazionale (sia come quantità di parole che come tipo di messaggio). Odio che si presuma il peggio di me come se fossi ancora una maledetta bambina totalmente incapace di gestirsi. Ho una serie di cose da fare e mi programmo la giornata come meglio credo per fare ciò che ritengo più opportuno/urgente. E non ho bisogno di dannate raccomandazioni come se fossi ancora alle elementari. Anche perché l'unico effetto che sortiscono è farmi sfogare con attività che non sono quelle che devo svolgere e che mi ero prefissata. Non credo di essere perfetta né di avere la soluzione ideale per ogni cosa, ma mi piacerebbe interagire con gente che comunica in una maniera un po' più sana. In famiglia, in facoltà, con tutti. Non posso sempre starci male io, accidenti. E non venirmi a dire che sono io che mi devo imporre e dire esplicitamente le cose, perché non cambia niente.
Ci vorrebbe così poco per comunicare più serenamente...
Ci vorrebbe così poco per comunicare più serenamente...
06 marzo 2007
Happy birthday to me...! Come dice la tipa strana della pubblicità. Siore e siori, oggi big festeggiamenti per il mio compleanno. Che ho fatto? Sono andata in facoltà normalmente ma messa in tiro perché è giusto, ho ricevuto gli auguri dal vivo da colleghine e colleghini, ho ricevuto gli altri auguri via sms, ho pranzato con il mio meraviglioso uomo, e questo è stato il regalo di compleanno più bello che potessi ricevere. Il resto è stato sorrisi e allegria. E sentire che c'è gente che si ricorda di te. Voglio dire, non è che se ti dimentichi il mio compleanno metto in discussione il tuo affetto, però se te ne ricordi mi regali un sorriso. Oppure potresti anche regalarmi un abbraccio, come hanno fatto certi buontemponi per le strade di Cagliari due giorni fa. Non riesco a smettere di ridere di quella foto pubblicata sul giornale... Meravigliosa. Comunque! Quest'anno niente festa perché non ho tempo/voglia di organizzarla, ho deciso che il Neverland non è adatto perché ogni volta mi dicono che c'è posto e poi mancano sedie; vorrei fare una cosa simile preparando il cibo io e portando giochi come se si fosse al Neverland, ma non ho un posto dove farla... Nessuno che abbia uno scantinato disponibile in città? Se sì lo prenoto per l'anno prossimo!
Un bacio da ventiduenne.
Un bacio da ventiduenne.
03 marzo 2007
12 febbraio 2007
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