23 agosto 2007

Dunque dunque: non scrivo da tanto tanto.
Aggiornamento felice: anche quest'anno sono stata in campeggio col mio amore. Ci siamo divertiti. Io ho fatto la pallina da flipper andando a sbattere da tutte le parti per tutte le due settimane. Lui si è fatto mordere da un pesce malvagio. Abbiamo fatto la lotta contro le formiche, abbiamo preso sole, abbiamo nuotato, camminato e riso. Abbiamo sentito la musica e le urla dei vicini, mangiato gustosissime schifezze, dormito fino a tardi (il che per me è una novità), giocato a carte. Ci siamo abbronzati e siamo un po' ingrassati (per forza, mangiando quelle robacce grassissime buonissime...). Una signora in un negozio mi ha salutata con un "Buona permanenza in Sardegna!" e ho passato giorni a vantarmi del mio presunto non-accento. Mi sono scorticata una gamba facendo come Barrichello nelle imitazioni di Oriano Ferrari (chi non lo conoscesse cerchi un po' su Google)... "Lo so io come si monta il tavolino, lo monto io il tavolino..." Truc! Caduta, ferita lacero-contusa il primo giorno di vacanza sotto il ginocchio destro, che ancora stenta a guarire. Ma chi se ne frega! Sono felice e rilassata.
Dettaglio insignificante: non mi ricordo più come sia fatto un libro.
Un bacio

15 giugno 2007

E scusate se mi sento un genio. Questa battuta è mia e deriva solo dalla mia mente malatissima. Ne vado estremamente fiera.
Un bacio.
"Perché io valgo", disse l'alluce.

26 maggio 2007

Discorso avuto con Annalisa che mi sembra giusto riportare qui, perché riassume la serie di cose che non sopportavo in Alessandra. Anche se è solo un riassunto, ergo abbastanza incompleto, dà comunque l'idea.

Escludendo le volte in cui me la prendo solo dopo ore, ripensando a un episodio e accorgendomi di cose che non vanno per niente bene (di solito parto giustificando gli altri), spessissimo mi capita di tralasciare questioni per evitare conflitti. Aggiungi che quando io parlo e qualcuno mi interrompe io non riesco ad impormi e a interrompere a mia volta. Così spesso perdo il filo, e se anche non lo perdo non riesco a dire quel che ho da dire, e la cosa mi fa imbestialire. Solitamente sopporto le interruzioni, ma Alessandra ha il vizio di interrompere a livelli devastanti. E in tre anni non sai quante volte le ho detto di smetterla o almeno di controllarsi (in fondo da piccole ci hanno insegnato che è maleducazione) e tutte le volte è stato come parlare al muro. Sono arrivata al punto di non iniziare nemmeno le discussioni perché sapevo da prima che non avrei potuto dire quello che volevo. L'episodio esemplare è stato la settimana prima della rottura definitiva: mi ha chiesto cosa ne pensassi di una certa cosa. Ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho iniziato a rispondere, mi ha interrotto, ho detto: «Aspetta, mi sto perdendo: io ti volevo dire una cosa riguardo questo argomento.» «E allora dilla!!!». Ma come??? E questo era uno dei problemi.
Un altro è che lei è insopportabilmente bugiarda. Per limitarmi solo al terzo anno, una delle più gravi è stata quando ha detto agli altri del gruppo di politiche urbane che noi non saremmo andate all'incontro perché dovevamo fare composizione, e a me che l'incontro era stato annullato. Ho scoperto per caso la bugia, le ho chiesto che storia era e lei ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e aveva proposto l'assenza mia e sua. Ho chiesto conferma a Stefano, lui mi ha detto che non era vero e quando l'ho detto a lei, lei mi ha detto che Stefano mi aveva vista stanca e lei gli aveva detto che ero stanca per colpa dei due laboratori e che per questo l'indomani non saremmo andate all'incontro di politiche urbane. Ora: a me le bugie fanno arrabbiare moltissimo, figurati se me le dici di continuo e in maniera tale da screditarmi (senza mia colpa) agli occhi dei colleghi! E questo era un altro dei problemi.
Un altro è il suo atteggiamento di superiorità nei miei confronti. Il faticosissimo 3D fatto tutto da me mentre lei guardava il soffitto o tutt'al più mi diceva che quello lo voleva fatto in un altro modo. Le tavole fatte per la maggior parte da me perché lei non sa nemmeno impostare la scala di stampa (al terzo anno!). Nella tavola degli schizzi ha inventato motivazioni perché si inserissero solo gli schizzi suoi e non i miei. Così sarebbe sembrato che aveva lavorato solo lei, cioè il contrario della realtà. Peraltro i suoi "schizzi" erano molto più belli dei miei, perché i suoi erano foto ricalcate che spacciava come "schizzi" e "studi di alberi". Tutto il semestre a dire che il progetto l'aveva pensato lei e solo dopo aveva trovato una cosa simile da usare come riferimento: peccato che lo volesse per forza che diminuiva di altezza alle estremità (come l'altro), che volesse per forza il laghetto (come nell'altro), che nei suoi "schizzi" ci fossero i lucernari semisferici (come nell'altro)... eccetera. Ci mettevamo d'accordo su cosa dire a correzione e lei diceva altro. Le mie idee erano nostre, le sue erano sue. Eccetera.
Quando è andata a dire a Filippo, davanti a me, che lei era quella che lavorava e io quella che non lavorava; quando ha detto che la tavola era sua perché l'aveva fatta lei; quando ho scritto una frase e me ne sono dichiarata orgogliosa e lei ha detto che l'aveva detta prima lei; quando, quando, quando, ha oltrepassato il limite.

02 maggio 2007

Dimenticavo... Oggi il tutore di architettura tecnica 3, che ha progettato le nostre nuove aule (quella scatola bianca sopra viale Merello, insomma) ci ha mostrato alcune tavole del progetto esecutivo delle stesse. Dall'inizio del semestre non facciamo che lamentarci di quella vetrata alle spalle, che:
  • se il docente proietta, illumina troppo impedendoti di vedere il proiettato;
  • se usi il portatile fa riflesso e non ti fa vedere il display;
  • se scrivi ti fa proiettare le tua stessa ombra sul foglio.
L'ho visto e sono pronta a testimoniare: lui le tende nel progetto le aveva messe.
Sono state tagliate per questioni di carenza di fondi.
Perché mi sembra ovvio che dovendo rinunciare a qualcosa, cosa sceglierò? Il rivestimento in pietra che fa (quasi) soltanto scena o le tende che rendono l'aula fruibile? Mmmmh... Lasciamici pensare...
In ogni caso... Mi ha fatto troppa tenerezza. Quell'omone grande e grosso che si giustificava con noi. Che tenero.
Un bacio
Pensierino: Alessandra ha sempre commentato che in confronto a mio padre McGyver non è nessuno. Vero. Ed è solitamente un vantaggio. Ho scoperto che può essere svantaggioso quando decide di risolvere i problemi dell'impianto idraulico di casa mentre io mi sto lavando i capelli. Ma non mi azzarderei mai a lamentarmi, perché potrebbe andarmi molto peggio. Ad esempio potrei non avere acqua a disposizione.
Un bacio.

28 aprile 2007

Chiunque ha il diritto di dubitare di ciò che ho scritto. D'altronde questo è solo il mio racconto, mica quello di entrambe.

23 aprile 2007

L'avvenimento più rilevante del giorno è una cosa triste: il peso dello zaino con il computer mi ha spezzato il gancetto della bretellina di un reggiseno. Mi dispiace moltissimo, perché è uno dei miei preferiti, e non so se si può riparare.
Se questo non fosse successo, oggi il mio post sarebbe stato così:
«Alessandra, ho intenzione di proseguire il laboratorio da sola.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:] Perché?»
«Perché il tuo concetto di "gruppo" è incompatibile col mio.»
«[bla, bla, bla riassumibile in:]
  1. Il tuo comportamento è molto scorretto;
  2. me lo dici così d'improvviso ma sicuramente l'hai pensato da molto (vedi punto 1) e quando c'è un problema bisogna parlarne, mica arrivare così d'improvviso alla rottura;
  3. a me sono arrivati dei messaggi che non mi dovevano arrivare, eppure sono stata zitta e ho pensato che era un rapporto di lavoro e il lavoro andava portato a termine;
  4. tu dovrai rifare daccapo il laboratorio perché... [e non ebbe il coraggio di finire la frase]»
«
  1. Magari se pensi al comportamento che hai avuto tu da ottobre a oggi riesci a spiegarti il mio, e l'unico dubbio che può rimanerti è come mai io abbia avuto tanta pazienza e come mai la mia reazione sia stata tanto blanda [ <- questo è il concetto: in realtà le ho detto solo "pensala come vuoi, io non la vedo così"];
  2. è vero! [E te lo meriti (vedi punto 1)! E quando mai avrei potuto parlartene? Anche quando ho cercato di parlarti non hai ascoltato, come non hai ascoltato poco fa quando ti ho dato la motivazione: era espressa in quel modo apposta per spingerti a farmi domande e chiarire quali punti del tuo carattere mi sono risultati insopportabili, così che in futuro tu possa imparare a costruire rapporti sani; ma per l'ennesima volta non hai ascoltato e hai perso un'occasione, e allora rimani quella che sei!];
  3. io faccio sempre un'estrema attenzione ai messaggi che mando e li ricontrollo sempre dalla cartella dei messaggi inviati, quindi so con assoluta certezza che non ti ho mandato messaggi in cui ti criticavo e che intendevo spedire ad altri; ergo o sei bugiarda perché hai inventato questa storia, o sei bugiarda e nontidicocosa perché mi hai frugato il telefonino e hai letto i miei messaggi inviati; per una cosa così prenderei a schiaffi per giorni un bambino di sei anni, figurati cosa ti meriteresti tu! Cresci!!! [ <- naturalmente non gliel'ho detto perché se per caso mi ascoltasse rischierei di farle un favore, e poi vogliamo discutere del tuo concetto di "rapporto di lavoro" dopo che sei andata ad abbracciarmi davanti a mia madre dicendo "signora, io a sua figlia tengo moltissimo!!!"?];
  4. ...perché?»
Insomma, la sintesi è che: mi sono liberata di Alessandra!!!
E sono felice! "Libera e felice... Come una pernice!"
Oggi è il mio personale Giorno della Liberazione, mica dopodomani!
Mi sono liberata di una persona che è bugiarda in tutti i modi in cui si può essere bugiardi: infatti dice le bugie in maniera compulsiva, senza neanche accorgersene, probabilmente per un infantile desiderio di risultare interessante o piacere agli altri; dice le bugie per salvarsi dalle situazioni critiche, come fa il 99% degli esseri umani; ma soprattutto dice le bugie in maniera cattiva, per sfruttare le persone, metterle le une contro le altre, attribuirsi meriti che non ha, alle spalle delle persone che sfrutta. E nel dire bugie è professionista: se tu le dici "quello che mi hai detto non è vero" lei ti interrompe dicendoti "sì" e poi modifica il racconto precedente, ma di poco. Potrebbe guadagnarsi da vivere insegnando a mentire. Mi sono liberata di una persona da cui mi lasciavo sfruttare. Perché è vero che non è tutta colpa sua: una persona con un altro carattere l'avrebbe mandata a quel paese molto prima.
La trattazione dei singoli episodi è rimandata a data da destinarsi.
Un bacio.

01 aprile 2007

Ho vintooo!!! Avevo ragione! La pubblicità della Daihatsu Terios è in parte girata a Cagliari!!! :D Grazie Eli per il link! Un bacio.



18 marzo 2007

Il concetto di "giornata iniziata male" mi è sempre stato familiare. Oggi però un po' di più. Nell'ordine: odio essere svegliata in maniera traumatica, odio essere svegliata quando ho ancora sonno, odio che si programmi il mio tempo a mia insaputa/si prendano impegni a nome mio senza consultarmi. Odio un certo tipo di scherzi/battute, soprattutto quando sono già di cattivo umore per i motivi appena citati. Odio essere interrotta quando parlo e odio che a una domanda innocente mi si risponda come se avessi rivolto un'accusa di terrorismo internazionale (sia come quantità di parole che come tipo di messaggio). Odio che si presuma il peggio di me come se fossi ancora una maledetta bambina totalmente incapace di gestirsi. Ho una serie di cose da fare e mi programmo la giornata come meglio credo per fare ciò che ritengo più opportuno/urgente. E non ho bisogno di dannate raccomandazioni come se fossi ancora alle elementari. Anche perché l'unico effetto che sortiscono è farmi sfogare con attività che non sono quelle che devo svolgere e che mi ero prefissata. Non credo di essere perfetta né di avere la soluzione ideale per ogni cosa, ma mi piacerebbe interagire con gente che comunica in una maniera un po' più sana. In famiglia, in facoltà, con tutti. Non posso sempre starci male io, accidenti. E non venirmi a dire che sono io che mi devo imporre e dire esplicitamente le cose, perché non cambia niente.
Ci vorrebbe così poco per comunicare più serenamente...

06 marzo 2007

Happy birthday to me...! Come dice la tipa strana della pubblicità. Siore e siori, oggi big festeggiamenti per il mio compleanno. Che ho fatto? Sono andata in facoltà normalmente ma messa in tiro perché è giusto, ho ricevuto gli auguri dal vivo da colleghine e colleghini, ho ricevuto gli altri auguri via sms, ho pranzato con il mio meraviglioso uomo, e questo è stato il regalo di compleanno più bello che potessi ricevere. Il resto è stato sorrisi e allegria. E sentire che c'è gente che si ricorda di te. Voglio dire, non è che se ti dimentichi il mio compleanno metto in discussione il tuo affetto, però se te ne ricordi mi regali un sorriso. Oppure potresti anche regalarmi un abbraccio, come hanno fatto certi buontemponi per le strade di Cagliari due giorni fa. Non riesco a smettere di ridere di quella foto pubblicata sul giornale... Meravigliosa. Comunque! Quest'anno niente festa perché non ho tempo/voglia di organizzarla, ho deciso che il Neverland non è adatto perché ogni volta mi dicono che c'è posto e poi mancano sedie; vorrei fare una cosa simile preparando il cibo io e portando giochi come se si fosse al Neverland, ma non ho un posto dove farla... Nessuno che abbia uno scantinato disponibile in città? Se sì lo prenoto per l'anno prossimo!
Un bacio da ventiduenne.

03 marzo 2007

Allora. Se i miei dialoghi con te non sono mai andati oltre il "ciao", come fai a parlare male di me a una persona che mi conosce benissimo? Il tuo è un grave errore strategico. Se proprio lo vuoi fare fallo con chi non mi conosce, stupida!

12 febbraio 2007

Requiescant in pacem.
Amen.

28 gennaio 2007

Chi mi conosce sa che io dico sempre che si può non litigare, che le cose si possono dire anziché urlare, eccetera eccetera. Continuo a pensarla così e continuo ad odiare i litigi, ma devo aggiungere una o due postille. Diciamo due. La prima è che si deve urlare quando l'interlocutore non ascolta ciò che gli viene detto a un volume più basso. E sottolineo che ho detto ascolta, non sente. Non parlo dei duri d'orecchio ma dei duri di testa. La seconda è che ogni tanto bisogna urlare per salvaguardare la salute mentale, e un po' anche quella fisica. Stavo facendo la pentola a pressione e sono scoppiata. Strano perché è esattamente il comportamento che dico che bisogna evitare, ed è anche il primo difetto che da bambina ho riconosciuto (silenziosamente) in mia madre.
Il dato positivo è che ho ottenuto la ragione. Non ho sentito mio padre ammetterlo, ma quella sarebbe fantascienza. Il tutto è partito da una questione all'incirca senza importanza, ma è stata più o meno la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Questo perché ogni tot si torna a discutere di questo problema, ma lui non fa mai nulla per correggere il suo difetto. Ammette che esiste, e questo è tutto. Per cui chi interagisce con lui si industria per sopportarlo finché non scoppia.
Sentirsi ignorati sistematicamente dal proprio genitore è devastante. Se capita una volta non ci fai nemmeno caso (non so come facciano gli altri; io non ci faccio caso perché non è un evento degno di nota: succede sempre); se capita ogni tanto ti infastidisce, e puoi lasciar stare o lamentarti; se è costante non lo reggi. Puoi reggerlo anche per molto tempo, ma poi esci di testa. Non volevo dirglielo, volevo tenermi tutto per me. Però ero nervosa e triste e non riuscivo a nasconderlo e piangevo. Poi è arrivato e mi ha chiesto cosa c'era, e quando gli ho detto che non ne volevo parlare nei suoi occhi c'era accusa, c'era disistima, sembrava che me ne facesse una colpa. Un'altra accusa ingiusta. Esplosione. Fuoco. Guerra aperta.
Soluzione? In realtà nessuna, perché tanto lui è fatto così e di cambiare non se ne parla nemmeno. Nemmeno ci si prova. Ci ho messo circa un'ora a tornare a un umore normale, a far sì che non mi tremassero le gambe e che non bastasse un pensiero per farmi piangere di nuovo. Passerà? Non credo. Soluzione? Nessuna, perché posso ignorarlo ma non per sempre. Scoppierò di nuovo. E non mi piace.
Un bacio.

01 gennaio 2007

Buon anno!!!
2007, 2007, 2007, devo abituarmi a dirlo e l'unico modo è dirlo tanto. Siamo nel 2007. Altrimenti poi sbaglio guadagnandomi sempre quegli sguardi che dicono: sei tanto gentile, ma resti sempre una povera scema. Non che mi importi tanto, ma è già un periodo in cui ho continui lapsus o mi inceppo anche per dire le parole più semplici, vorrei evitare e magari tornare ad esprimermi in maniera fluida. Si può considerare un buon proposito per l'anno nuovo? Naaah. Direi proprio di no. Più che altro è un desiderio.
Ho festeggiato il Capodanno in strada, cosa che non avevo mai fatto. Lochescion scelta per la mezzanotte: la terrazza del Bastione, nella speranza di vedere i fuochi d'artificio. Quanto mi piace Cagliari, quanto mi piace la mia città. Però la gente che tirava petardi sempre più grossi era fatidiosa, soprattutto gli idioti che ne hanno lanciato uno verso di noi. Ammetto senza difficoltà che avrei voluto accenderne uno anch'io e inserirlo in un apposito orifizio dei loro corpicini. In ogni caso la mia città è bellissima, e con il mio uomo lo è ancora di più. Avrei voluto essere un po' più alta per vedere meglio i fuochi d'artificio, quanto mi piacciono!!! E poi mi è piaciuto passeggiare e vedere i palchi con la gente che suonava e cantava... Insomma, sono veramente felice. Buon anno a tutti.
Un bacio

25 dicembre 2006

Buon Natale a tutti. Di cuore.
Se avessi tempo vi scriverei la poesia di Natale (non quella da bambini!), ma devo prepararmi per andare a consegnare i regali al mio esercito di cugini e cuginetti... Adoro fare i pacchetti regalo, farli tutti diversi, ma sempre precisi precisi... Mi diverte un mondo.
Uffa, mia madre mi chiama perché vada a prepararmi. Scriverò appena possibile.
Un bacio

20 novembre 2006

Oggi non va. Oggi non è andato niente. Ammetto di essere irritabile di mio, quindi questa partiva come una giornata no. Ma non me n'è andata bene una. Ero d'accordo con Alessandra, dovevamo vederci alle tre per Composizione. Stamattina Stefano mi dice che ci vediamo alle tre per Politiche Urbane e io gli dico che sono già d'accordo con Ale per fare Composizione proprio a quell'ora, ma lui mi mostra il messaggio di lei che si dice disponibile e d'accordo. E va bene, tanto sono entrambe cose da fare. Ma avvisare è fuori moda? Stefano sapeva che tanto ero a Cagliari, ma Alessandra non poteva rendermi noto il cambiamento di programma? Solo perché saltuariamente mi piace sentire che la gente mi prende in considerazione, o che si ricorda della mia esistenza anche per semplice gentilezza, non solo per esigenza. Però vabbè. In mattinata scopro che c'è la presentazione dei plastici finalisti del Betile con tanto di intervento di Zaha Hadid, progettista vincitrice. Oggi alle tre. Caspita, quanto mi piacerebbe andarci, quando ricapita? Ma ho il laboratorio con gli altri, c'è tanto da fare... Ci rinuncio. Vado a pranzo e come sempre metto a registrare Viva Radio2. Ma sbaglio e registro Radio1, così dovrò registrare stanotte tra le undici e mezzanotte. Che bello, domani mi devo svegliare alle cinque perché c'è lezione alle otto. Alle tre sono in dipartimento, arriva Stefano e mi dice che Alessandra non viene perché va a sentire la Hadid. E mi sembra ovvio. Dillo e ci andiamo tutti, mica interessa solo a te. Alle cinque arriva Alessandra per la correzione di Composizione. Su due tutori ce n'è uno. Quindi le correzioni vanno lente. Non correggiamo perché ormai son le otto. Allora ci diamo appuntamento per domani alle tre. Peccato che io ho una relazione intera da fare per venerdì e attualmente ho solo la copertina. E non è solo oggi, maledizione. Ho passato giorni a fare una tavola e il pc di Valeria non l'apriva e lei l'ha rifatta. In dieci minuti. Non è possibile. Mi sono consumata gli occhi e la testa su quella tavola. E l'ho fatta io perché lei non ne poteva più di cartografie. Ma maledizione. Non è questione d'altro, solo che magari ora avrei fatto gran parte della tesina, o almeno avrei le diapositive a posto e belle precise. Oh Vale, se mi leggi, non ce l'ho con te. Ma sono giù perché ho faticato ore e ore e ore per niente, penso che tu mi capisca. Sto male. Sono preoccupata per tutto quello che c'è da fare. Ma soprattutto sono stanca.

21 ottobre 2006


Luuuuunga assenza. Provocata da un malvagio infido dialer che fa di tutto per portarmi su siti porno e connettermi a numeri dell'altro capo del mondo. Non so se me ne sono liberata, ma ci spero fortemente.
E oltre questo? Mmmh... Pressoché sempre all'università. Mille laboratori e millemila cose da fare! Ieri sono stata a una mostra itinerante su Jörg Schlaich... Per chi non si interessa del settore, è quello che ha fatto il progetto per il World Cultural Center (insomma, la ricostruzione delle torri gemelle) ed è arrivato secondo. Ma a quanto pare il progetto del primo è irrealizzabile, quindi dovrebbero fare il suo. La mostra è semplicemente da vedere. In fretta perché da qua scappa il 28 ottobre. Poi le guide son colleghe del quinto anno, ci abbiamo pure fatto amicizia. A parte questo, le opere di Schlaich sono meravigliose. Veramente un cervello che riesce a fondere l'ingegneria e l'architettura in una maniera splendida e sconvolgente. Torri che servono solo a salirci e guardare il panorama, ma sono superfici rigate (i non matematici mi perdonino) e pressoché interamente in trazione. Ponti sorretti da un unico pilone di granito che li attraversa e resta anch'esso in trazione (qui c'è il barbatrucco: è armato all'interno! per me è anche un omaggio ai primi esperimenti sulle armature degli edifici, quando invece di usare il calcestruzzo si foravano le pietre da costruzione, si passavano i tondini d'acciaio nei fori e si riempiva lo spazio rimanente con malta). Specchi di Archimede che invece che a bruciare le navi nemiche servono a raccogliere energia (nel fuoco un macchinario a me ignoto che converte l'energia solare in energia elettrica o meccanica), oppure enormi "torri" di vetro che alla base si allargano a dismisura e creano correnti d'aria calda che fanno muovere turbine e dunque creano energia... Ponti o coperture in vetro che mostrano il proprio grafico dei momenti negli irrigidimenti. Ponti che invece di dividersi in due parti per lasciar passare le navi si sollevano. Geniale, spettacolare, meraviglioso. Ogni cosa è così profondamente legata alla natura dei materiali che usa e alle forze in gioco, che una volta visto sembra ovvio. Sembra naturale. Ma per farle dal nulla serve una mente superiore. Ingresso libero. Chi la vede mi faccia sapere.
Altro aggiornamento: come da tradizione litigo con i tutor. Credo che non ci sia stata nessuna materia per cui non ho avuto parole con i tutor, se c'erano. Ho discusso con quello di fisica, con quella di scienza delle costruzioni, con quello di composizione uno... Forse (ma non garantisco) non ho mai discusso con quella di analisi. In ogni caso il più recente è quello di composizione due. E stavolta mi ha preso male, non voglio più correggere con lui. E siccome al mio gruppo ne sono stati assegnati due, se quello competente continua a non presentarsi dovrò fare casino per cambiare, oppure non andare a correzione e correggere con il professore nel suo ufficio. Speriamo bene.
Per altre notizie tornerò.
Un bacio

20 settembre 2006

Mi conosci estremamente bene. Sai che sono e sono sempre stata la tipa del discutiamone, del chiariamoci, dell'affrontiamo la questione. Lo dimostra il fatto che sto scrivendo questo testo. E sai anche che poche cose mi fanno perdere le staffe, e che una di queste è una qualsiasi accusa ingiusta. Sai che le accuse ingiuste mi buttano a terra e mi fanno malissimo, perché contro quelle non ho difesa. Eppure, forte del tuo dolore, me ne hai rivolta una. Probabilmente sicuro del fatto tuo, sicuro che la ragione fosse tutta dalla tua parte. E mi hai accusata di una cosa falsissima. Per quello sono andata via così, mi sono offesa come ti sei offeso tu.

Te l'ho mai detto, in uno dei nostri infiniti dialoghi, che colleziono i bigliettini dei Baci? Ce n'è uno che continuo a trovare, sin da quando ero piccola, continuano a stamparlo e a metterlo tra la stagnola e il cioccolatino. Dice solo questo: arricchiamoci delle nostre reciproche differenze. Perché non può essere così? Siamo diversi! Soprattutto, a quanto pare, nel modo di vedere i rapporti umani. Chi sono io per pretendere qualcosa da qualcun altro? Solo i bambini hanno il diritto di pretendere, e solo i genitori hanno il dovere di dare. Ma soprattutto. Proprio in questo periodo, come fai a credere che non ti abbia pensato? Mentre ordinavo, e quando finalmente ho ottenuto, quel libro che significa tanto per entrambi, pensi di non avermi mai sfiorato la mente? Pensi che non abbia ricordato la volta che abbiamo scoperto di avere in comune quell'esperienza fondamentale? Pensi che non mi sia ricordata di quando abbiamo fatto quella gara per vedere chi ne ricordava di più, che ovviamente avevi vinto tu? Quello che non ho fatto sono i gesti concreti, gli squilli, i messaggi, le chiamate, gli incontri. Ma sei capace di accettare questa nostra differenza? So che non la comprendi, perché va troppo al di fuori della tua natura. Ed è reciproco. Ma puoi prendere in considerazione l'idea di accettarmi per come sono? Per me i sentimenti esistono indipendentemente dalle parole che li trasmettono. Tu sai perfettamente quanto bene ti voglio. Il fatto che non mi faccio sentire non cambia e non può cambiare questa realtà. D'altronde farmi sentire non può essere un obbligo. Se lo faccio deve essere spontaneo. E non puoi pretenderlo. Non puoi pretendere una cosa che va al di fuori della mia natura. Puoi accettarmi, o puoi cancellarmi. La decisione spetta a te. Se per una differenza di carattere sei disposto a dimenticare tutto ciò che è il nostro rapporto, io non te lo posso impedire.

Non conosci il mio affetto? Non ricordi il nostro rapporto? Io non ho memoria, tu ce l'hai; il rancore può vincerla? Ricorda quello che siamo, le nostre confidenze su tutto e su niente... Ti prego, non buttare via tutto. Io ti aspetto.

17 settembre 2006

Scienza delle Costruzioni. Non ho visto gli esiti, ma so di non averlo passato. E la cosa strana è che non me ne importa niente! Allo scorso appello l'hanno passato in due. Con 18. Stavolta c'erano cose che semplicemente non aveva spiegato. E la domanda è: come mai non lo odio per questo? Un po' è preoccupante... Non è da me. Boh, però va bene.